Giornate Mondiali di Foreste 21 marzo e Acqua 22 marzo: occasioni per riflettere
20 marzo 2026 - Le due Giornate Mondiali di Foreste 21 marzo e Acqua 22 marzo sono ulteriori occasioni per tornare a riflettere sulle risorse naturali, sul loro rispetto e sul loro uso sostenibile. Il WWF, ad esempio, chiede lo stop al consumo di suolo nel territorio dei Castelli romani. Maggini: “È ora di fermare il cemento e adottare le misure necessarie per un uso razionale dell’acqua a partire dal comparto agricolo ed industriale”.
Le giornate che celebrano Foreste e Acqua sono ulteriori occasioni per tornare a riflettere, sulle risorse naturali, sul loro rispetto e sul loro uso sostenibile. "Viviamo un'epoca di grandi contraddizioni come dimostrano i conflitti armati che agitano il panorama internazionale. Desideriamo la pace ma non riusciamo nello sforzo di garantirla, sappiamo che è urgente rispondere alla crisi ambientale ma continuiamo a fare scelte errate, superate dalle evidenze scientifiche" dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana Odv.
E se lo scenario internazionale appare contraddittorio e confuso, spostando la lente sul nostro territorio purtroppo ci accorgiamo di non essere più virtuosi. Sono tante le questioni aperte in merito alla gestione delle risorse naturali e su Foreste e Acque sono urgenti le misure da adottare per garantirne la salvaguardia.
"Esemplificativa nella Città Metropolitana di Roma Capitale la condizione dei Castelli Romani, un territorio di pregio naturalistico, tanto da aver meritato l'istituzione di un Parco Regionale che preservasse boschi e i laghi Albano e di Nemi. A tutt'oggi però resta drammatica la crisi idrica che mette a rischio l'intero sistema naturale. Si continua a consumare suolo e di conseguenza ad aumentare il prelievo delle acque in modo cieco ed irresponsabile. È ora di fermare il cemento e adottare misure per un uso razionale dell'acqua, a partire dal comparto agricolo ed industriale. Sono scelte imprescindibili, in assenza delle quali si creerà un effetto domino che già oggi interessa il Fiume Aniene e la sua Valle." conclude Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana Odv.
NOTA SU FORESTE
DIECI priorità per invertire la grave tendenza sulla deforestazione
Per invertire la tendenza, il WWF indica dieci linee di intervento prioritarie:
1. Accelerare l’attuazione rigorosa delle politiche e dei regolamenti in linea con l’obiettivo di fermare e invertire la deforestazione globale entro il 2030, come il Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR).
2. Diffondere modelli produttivi resilienti e sostenibili delle commodities a maggior impatto sulle foreste globali, e creare catene di approvvigionamento responsabile.
3. Sensibilizzare i consumatori a scelte responsabili.
4. Ampliare e trasformare i finanziamenti, garantendo la loro sostenibilità e accessibilità, e allineare i flussi finanziari verso una gestione forestale più responsabile e una produzione di commodities a “deforestazione zero”.
5. Assicurare maggior protezione delle foreste globali.
6. Responsabilizzare, supportare e garantire i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità che dipendono dalle foreste.
7. Incentivare la gestione responsabile delle foreste globali e ripristinare le aree già degradate e convertite.
8. Puntare sull’innovazione scientifica e tecnologica, sia per il monitoraggio in tempo reale della deforestazione che per una gestione più sostenibile delle risorse.
9. Avviare partnership trasformative per garantire che le aziende non cedano alle pressioni politiche e supportino principi di produzione e approvvigionamento responsabili.
10. Migliorare la cooperazione internazionale con processi partecipati, inclusivi e trasparenti, per l’articolazione di una roadmap condivisa e di una visione inclusiva per una transizione equa.
NOTA SU ACQUA
Sappiamo tutti che l’acqua dolce è una risorsa preziosissima e limitata. Una ricchezza per l’essere umano e per la natura, oggi minacciata dal cambiamento climatico a cui si aggiunge in Italia la cattiva gestione delle acque messa in atto dalle istituzioni. Da un lato il fenomeno si concretizza in lunghi periodi di siccità: in questi ultimi 30 anni e più, ampie porzioni del nostro territorio sono state interessate da siccità e se la siccità del 2022 ha colpito soprattutto il nord Italia (in particolare il bacino del Po che è una delle aree storicamente più ricche d’acqua), il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato a livello globale, in particolare per regioni come la Sicilia e la Basilicata, detenendo il record di anno più caldo avendo superato, secondo il servizio Copernicus, il 2023. Il 2025 poi si è posizionato come terzo anno più caldo. Ai periodi di siccità si alternano brevi periodi di precipitazioni molto intense, come avvenuto nel passato in Toscana e Emilia-Romagna e recentemente nelle regioni del Sud, in particolare Sicilia e Calabria. È indispensabile ripartire da una gestione dell’acqua a livello di bacino idrografico, attraverso la definizione di bilanci idrici, fondamentali per garantirne un’adeguata ripartizione tra diversi usi (civile, agricolo, industriale, ambientale) e promuovere delle efficaci politiche di risparmio e di gestione sostenibile. Inoltre i territori maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici possono e devono dotarsi di Piani locali strategici di adattamento, come indicato dal Piano nazionale (PNACC), che rappresentano strumenti importanti per ripensare in modo innovativo e integrato le politiche territoriali, favorendo la riduzione di vulnerabilità del territorio e il ripristino dei servizi ecosistemici.
