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Il progetto di Roma Capitale per gli Ex Mercati Generali di Via Ostiense è obsoleto e contro Natura

Avvistati piccoli rospi smeraldini nella zona limitrofa al cantiere

7 febbraio 2026 - Si è tenuto ieri, presso il Centro Sociale Anziani di Via Pullino, il secondo appuntamento pubblico sulla trasformazione degli Ex Mercati Generali, sito nel quale i recenti interventi da parte del Comune di Roma hanno stravolto la piccola zona umida naturalmente formatasi. Anche il WWF Roma e Area Metropolitana era presente al tavolo di lavoro.

Alle dichiarazioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture del Comune di Roma, Ornella Segnalini, in merito alla non esistenza di una zona umida nell’area di cantiere ma solo di accumulo di acqua piovana dovuto alla particolare conformazione litologica del sito, il biologo Giovanni Mattias, vicepresidente del WWF Roma e Area Metropolitana, ha risposto leggendo la definizione di area umida come approvata il 2 febbraio 1971 nella Convenzione di Ramsar, secondo cui “si intendono per zone umide le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri”.

Laghetto degli ex mercati generali come era nel gennaio del 2018 con tutta la vegetazione tipica intorno

L’evoluzione spontanea della vegetazione e la successione secondaria in atto nel cantiere abbandonato da anni ha comportato lo sviluppo di specie legate all’acqua come cannuccia di palude, salice, pioppo nero e pioppo bianco, alberi di altezze anche importanti, che erano presenti fino a un mese fa e che sono stati abbattuti in seguito ai lavori dell’ “intervento antidegrado finalizzato alla messa in sicurezza del sito e al ripristino delle condizioni di decoro” come dichiarato dal Comune di Roma Capitale. Tale intervento però non ha riguardato solo lo sfalcio di “una vegetazione cresciuta nel tempo in modo spontaneo, composta prevalentemente da specie erbacee e infestanti tipiche di contesti urbani degradati”, ma anche l’abbattimento di bosco umido e fragmiteto, ecosistemi di neo formazione che spontaneamente producevano quei servizi ecosistemici (produzione di ossigeno, abbassamento della temperatura locale, filtro contro lo smog) che il progetto edilizio dice di voler raggiungere per mitigare l’impatto delle nuove cubature. In conclusione si è ribadito, da parte del WWF, che non si può pensare di sostituire un ettaro e mezzo circa di Bosco e palude umida con delle cubature e volumetrie ed ipotizzare che il verde urbano che verrà progettato nell'area possa essere di uguale valore ecosistemico rispetto a quello che sarà distrutto.

L'area del Laghetto degli ex mercati generali come si era ampliata di molto nel marzo del 2025