Zone umide di Roma, il WWF ha partecipato ad un workshop di Roma Natura
Il WWF Roma e Area Metropolitana ha partecipato il 15/1 al workshop di RomaNatura “TRA TERRA E ACQUA–I luoghi invisibili che tengono viva Roma”, nel quale sono state presentate interessanti ricerche che aggiungono valore all’attività svolte dai nostri volontari sulle zone umide.
Tema centrale il monitoraggio della biodiversità delle zone umide del sistema delle aree protette di Roma, con focus specifico su anfibi e insetti. Interessantissime le ricerche delle Università di Roma Tre e dell'Università dell'Aquila, quest'ultima relativa al monitoraggio mediante l’analisi del DNA ambientale (una metodologia non invasiva che riesce a campionare indirettamente la presenza di numerose specie animali senza dover necessariamente catturare gli individui). La ricerca ed il censimento delle zone umide minori, che il WWF Roma e Area Metropolitana conduce già da un anno con i suoi volontari all’interno del territorio del Comune di Roma, dovrà integrare necessariamente i risultati di queste importanti ricerche, ampliando così la conoscenza delle aree umide presenti al di fuori di Parchi, Riserve e Monumenti Naturali.
Si tratta di luoghi spesso sottoposti a numerose pressioni antropiche come, ad esempio, il lago Ex Snia (seppur tutelato dal vincolo di area protetta) o esposto al rischio di scomparsa come il meno conosciuto laghetto formatosi all’interno degli ex Mercati Generali di Via Ostiense, che proprio nella giornata di ieri ha visto delle ruspe entrare in azione, pur avendo tutte le caratteristiche ecologiche per poter ospitare la biodiversità legata a questi delicati ambienti.
