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Forse non bastano 11.000 scienziati e quello che vediamo per dichiarare emergenza climatica?

Da decenni la scienza denuncia. E la politica cosa fa?
Lo hanno scritto a chiare lettere sulla rivista BioScience 11mila scienziati di tutto il mondo, il 5 novembre scorso: "Il pianeta Terra sta affrontando un'emergenza climatica". Nel documento World Scientists’ Warning of a Climate Emergency si legge: "le emissioni di gas serra sono ancora in rapido aumento, con effetti sempre più dannosi sul clima. Un immenso incremento di scala degli sforzi per conservare la nostra biosfera è necessario per evitare sofferenze indicibili a causa della crisi climatica". "Nonostante 40 anni di negoziati globali sul clima siamo andati avanti - tranne poche eccezioni - come di consueto e in gran parte non abbiamo affrontato questa situazione - avvertono gli scienziati - La crisi climatica è arrivata e sta accelerando più rapidamente di quanto molti scienziati si aspettassero. È più grave del previsto, minacciando gli ecosistemi e il futuro stesso dell'umanità".
 
Cambiamenti climatici e Orsi polari - foto © Florian Schulz visionsofthewild.com
I sei punti da adottare 
Quindi "per garantire un futuro sostenibile, dobbiamo cambiare il modo in cui viviamo". In particolare, gli esperti suggeriscono "sei passaggi critici e correlati che i governi, le imprese e il resto dell'umanità possono adottare per ridurre gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici" e che riguardano energia, inquinanti, natura, cibo, economia e popolazione. Ecco alcune delle indicazioni fornite dagli scienziati: "il mondo deve implementare rapidamente massicce pratiche di efficienza e conservazione energetica e deve sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili a basse emissioni di carbonio e altre fonti di energia più pulite se sicure per le persone e l'ambiente". I firmatari chiedono di ridurre prontamente le emissioni di inquinanti climatici di breve durata, di proteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri.
 
Anche i delfini e tutte le specie marine sono messe in pericolo
E ancora, secondo gli scienziati, dovremmo "mangiare cibi prevalentemente vegetali, riducendo il consumo globale di prodotti di origine animale" riducendo drasticamente l'enorme quantità di rifiuti alimentari nel mondo. Anche "l'eccessiva estrazione di materiali e l'eccessivo sfruttamento degli ecosistemi, trainati dalla crescita economica, devono essere rapidamente ridotti per mantenere la sostenibilità a lungo termine della biosfera". Il documento si conclude con un accenno al tema demografico: la popolazione mondiale deve essere stabilizzata e "gradualmente ridotta", in un quadro che garantisca l'integrità sociale, prevedendo politiche comprovate ed efficaci che rafforzano i diritti umani.
 
Tavola rotonda COP23 - © Twitter Profile @COP23
WWF: No alle fake news. A conferma del fatto che la comunità scientifica è tutt'altro che spaccata in tema di cambiamenti climatici, anche il parere di Corrado Formigli, conduttore di "Piazza pulita" su La7 che, intervistato dalla nostra rivista Panda nel numero 4 in stampa in questi giorni, dice: "Non si può rappresentare il mondo come spaccato in due equamente, bisogna dire che su 100 scienziati, 97 sostengono che quello che sta succedendo sia opera dell'uomo e 3 dicono che questo non è provato".