16 marzo 2026 Giornata del Panda
16 marzo 2026 - Giornata del Panda. Passato da classificazione "in pericolo" a "vulnerabile". Una svolta per il futuro di una specie amata in tutto il mondo, icona del WWF e della natura da salvare, grazie ai progetti di conservazione messi in atto proprio dal WWF, che lo ha eletto a sua bandiera, e da numerose NGO cinesi, con la collaborazione dei governi locali.
Da 65 anni associato in modo stabile al WWF, il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca) è divenuto il simbolo delle specie animali minacciate di estinzione. In occasione della Giornata mondiale del panda (16 marzo) il WWF ricorda come, inserita inizialmente nella lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come “In Pericolo”, questa iconica specie oggi stia un po’ meglio. Come la tigre, si è riusciti a invertire un trend negativo che appariva molto vicino a una condanna. La svolta sono stati i numerosi progetti di conservazione portati avanti negli ultimi 60 anni dal WWF, che lo ha eletto a sua bandiera, e da numerose NGO cinesi, con la collaborazione dei governi locali. E così il panda nel 2016 ha potuto passare da “In pericolo” a “Vulnerabile”: una svolta per il futuro di una specie amata in tutto il mondo. Un censimento promosso dal governo cinese stimava infatti la presenza di 1.864 individui, con una crescita del 17% della popolazione.
Questa stima, seppur riferibile agli ultimi anni, è tutt’ora valida, dato incoraggiante se ad essa poi si aggiunge il numero di almeno 800 individui di panda gigante presenti in strutture come giardini zoologici, istituzioni e centri di ricerca, dove vengono portati avanti progetti di riproduzione in cattività. In passato il panda gigante era ampiamente diffuso in Cina, in Vietnam e in Myanmar, ma già nella prima metà del ventesimo secolo la sua sopravvivenza veniva messa alla prova da una forte frammentazione dell’habitat naturale: le foreste di bambù. Alla base di questa drastica riduzione vi è l’attività di deforestazione per far fronte alle necessità di una Cina che andava incontro ad una conversione agricola senza precedenti. Non solo la riduzione della disponibilità alimentare, ma anche l’isolamento genetico delle popolazioni hanno portato a difficoltà riproduttive e ad un tasso di natalità estremamente basso, fino a ridurre la popolazione a circa 1.100 individui negli anni 80 del secolo scorso.
Il lavoro sul campo e i suoi effetti
Dagli anni ’60, grazie anche agli sforzi del WWF, il numero di riserve naturali dedicate al panda gigante è cresciuto fino a 62, coprendo più di 16.000 km² di foresta. Sono cresciuti anche i “corridoi verdi”, che collegano tra loro le aree protette. Nel 2007 poi, il WWF ha lanciato il “Green Heart of China Project”, che mira a rafforzare la protezione dell’habitat del panda e degli ecosistemi associati, promuovendo lo sviluppo di un approccio integrato alla pianificazione del territorio e alla conservazione. L’area del progetto copre oltre 57.000 km², estendendosi da ovest a est e da nord a sud attraverso il bacino superiore dello Yangtze.
Il lavoro del WWF con le comunità locali nelle aree più critiche dell’area continua a garantire che la conservazione sia direttamente collegata al benessere delle popolazioni locali. Tra i risultati principali ottenuti dall’impegno WWF vi è la creazione del Parco Nazionale del Panda Gigante, che collega habitat fondamentali in 3 diverse province cinesi. Attraverso meccanismi di compensazione ecologica, pianificazione dello sviluppo sostenibile e la definizione di “redlines” ecologiche, il WWF continua a contribuire a un equilibrio tra esigenze di conservazione e sviluppo umano. Entro il 2030, tutto l’habitat del panda gigante sarà integrato in una rete completa di conservazione dei panda protetta su scala paesaggistica, con una popolazione vitale di panda giganti che vive in foreste di bambù ben gestite, fornendo così non solo un habitat idoneo alla specie ma anche servizi ecosistemici alle popolazioni locali. Il cambio dello stato di conservazione è sempre un’ottima notizia, ma non dimentichiamo che il panda è ancora “Vulnerabile” e che la sua sopravvivenza è fortemente legata al buono stato dell’ambiente unico in cui vive: le foreste di bambù che, ai giorni nostri, continuano ad essere in pericolo, in primis a causa dei cambiamenti climatici
Il panda, un logo universale che accompagna il WWF da 65 anni
Qui la storia del WWF Italia>> Nel 1961, anno di fondazione del WWF Internazionale, accadde un fatto significativo: il governo cinese donò allo zoo di Londra un panda gigante. Un segno di pace, di dialogo e fratellanza tra i popoli. Per la prima volta questo buffo orsacchiotto bianco e nero, che davvero in pochissimi conoscevano e ancora meno avevano visto “de visu”, varcava la “frontiera” che dall’Asia porta in Europa, diventando in breve una attrazione universale. Venne chiamato Chi-chi, e fu anche grazie alla sua presenza se molte persone iniziarono a riflettere sull’importanza della tutela delle specie animali a rischio estinzione. Gerald Watterson, ambientalista e artista, creò una serie di bozzetti di panda che il fondatore del WWF, Sir Peter Scott, sviluppò nella prima versione del logo che oggi, dopo una naturale evoluzione legata al marketing, è conosciuto in tutto il mondo. Grazie al lavoro del WWF, il panda è diventato un simbolo internazionale per la conservazione della natura per le generazioni di ieri, di oggi, di domani. Un logo che diventa uno dei simboli più evocativi del pianeta: un emblema che racchiude la fragilità della natura ma anche l’impegno per la sua conservazione.
In occasione del 50° anniversario del WWF Italia Fulco Pratesi scrisse: “Quando fondammo, con una decina di temerari, il WWF Italia, del panda gigante si sapeva poco. L’enciclopedia allora più in voga, “La vita degli Animali” del Brehm non ne parlava, dato che il fantastico orsacchiotto bianco e nero era stato scoperto solo alla fine dell’800. Ma la sua immagine, grazie al WWF, che nel 1961 lo aveva adottato come simbolo, diventò in breve virale e nota in tutto il mondo, alla pari di simboli conosciutissimi come quello della Shell, della Coca Cola e altri. Nel 2019 il WWF Italia fece parlare il panda all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con un video di animazione ideato da Paolo Marcellini, con la regia di Giorgio Ghisolfi e il doppiaggio di Luca Ward. "Se sono qui è perché il tempo sta per scadere" l'appello accorato del panda, che chiede ai delegati un New Deal per l'ambiente. Qui la news e il video> Nel 2016 Poste italiane emise un annullo speciale, "WWF Italia 50 anni per la natura". Il soggetto del francobollo era un "Panda con piccolo" a Wolong, in Cina, disegnato da Fulco Pratesi (vedi inizio pagina)
